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mercoledì 2 ottobre 2013

ANATOCISMO E USURA. COME DIFENDERSI

 
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?17768
Quando le Banche sbagliano chiedendo più di quanto dovrebbero o commettendo errori contrattuali a loro vantaggio, come tutelarsi? Come difendersi?

 

 
Con la Legge 108 del 7 marzo 1996 il Parlamento promulga una normativa per la rilevazione dell’ usura applicata dagli operatori finanziari modificando l’articolo 644 del Codice Penale.

 
“Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”.

 

Art. 1 comma 1, L. 108/96  “… per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del reddito.”

 

Pertanto quando il TAEG è superiore al tasso soglia (TEGM ) esiste usura.

 

 Inoltre il comma 3 dell’art. 644 del Codice Penale: se il TAEG è superiore di una volta e mezza del TEGM gli interessi sono sempre considerati usurai, aggravando notevolmente la posizione dell’ Istituto di credito che li ha applicati.

 

 Oltre alla reclusione da uno a sei anni ed una multa da  € 3.098,74 ad € 15.493,71  l’ art. 1 della Legge 108/96:  “Le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà

 

-se il colpevole ha agito nell’esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare

 

-se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari

 

-se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno

 

-se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale

 

Se ritenete di essere vittime di usura bancaria possiamo effettuare gratuitamente una preanalisi dagli estratti conti scalari in Vostro possesso.

 

 Se dalla perizia verrà riscontrata usura potete decidere se proseguire o tralasciare.

 

 Se deciderete di proseguire e richiedere pertanto i danni patiti  possiamo predisporre l’idonea  perizia econometria dove viene esattamente quantificata e certificata l’usura per l’ottenimento del giusto risarcimento.

 

Oltre alla redazione della perizia predisponiamo:

 

-La Denuncia Querela da presentare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale.

 

-La domanda di concessione di un mutuo decennale senza interessi ai sensi dell’art. 14 della Legge 108/96.

 

-La domanda di sospensione per trecento giorno dei termini previsti dall'articolo 20 della n. 44 del 23 febbraio 1999.

 

-La richiesta di comunicazione ex-art. 335 co. 3 c.p.p. in merito al procedimento penale da presentare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale.

 

 

 

Come fa formula del TEG aggira la legge antiusura

 

L’art. 644c.p. sancisce che ”per la determinazione del tasso di interesse usurario si deve tener conto delle commissioni, delle remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”. La formula corretta da utilizzare per tale verifica è quella del TAEG, così previsto dalla legge 108/96 e come riconfermato dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione Penale n. 12029/10 del 19/2/2010 . Per una corretta valutazione del problema, bisogna far riferimento a quanto disposto dal legislatore con la legge 108/96, nata per ridurre l’elevato costo degli interessi bancari che avevano raggiunto negli anni “90” tassi improponibili, con percentuali nominali di oltre il 25%. Per contenere tale fenomeno, il legislatore decise che doveva essere stabilito un tasso soglia oltre il quale le banche non potevano andare, tenuto conto di tutti i costi che il cliente doveva sostenere per l’utilizzo del credito. Vennero allora stabiliti dei criteri per la determinazione del tasso soglia, utilizzando come parametro il tasso medio applicato dai principali istituti bancari, aumentato del 50%, escludendo dal calcolo la cms. Tale decisione era determinata dal fatto che le banche applicavano le commissioni in maniera diversa, sia nella percentuale che nel metodo di calcolo (alcune le applicavano sugli utilizzi, altre sulle eccedenze di utilizzo, altre sulle somme non utilizzate e quasi esclusivamente sui conti correnti ordinari, mai sui conti anticipi). Si consentì alle banche di applicare dei tassi massimi pari al tasso medio rilevato dagli istituti di credito, maggiorato del 50%, per comprendere i maggiori oneri quali spese e commissioni che si pensava non potessero mai eccedere questa cospicua percentuale. A tal proposito, bisogna ricordare che l’Italia fu uno dei pochi paesi della comunità europea che stabilì il tasso soglia usurario maggiorando il tasso medio applicato dagli Istituti di Credito del 50% - gli altri paesi si basarono su percentuali più basse che non eccedevano il 30%. Dopo l’entrata in vigore della legge le Banche furono costrette ad allinearsi alle nuove norme. Ma sfruttando la disposizione che prevedeva che le CMS andassero rilevate a parte, perché escluse dal calcolo del TEG, travisando la legge e la volontà del legislatore, cominciarono ad innalzarle, facendo raggiungere alle stesse percentuali elevatissime, anche oltre il 3% trimestrale (contro una media dello 0,125% degli anni 90), calcolate sulla punta di massimo scoperto applicandole a tutti i conti, anche a quelli privi di affidamento e persino ai conti anticipi, che sino all’entrata in vigore della legge, per loro natura, non erano stati mai gravati da tali commissione. L’intento del legislatore era uno ed uno solo, contenere il costo del denaro, senza dare ad alcuno la possibilità di sforare i tassi soglia aggirando la disposizione di legge con spese e commissioni accessorie. La Banca d’Italia, indicò alle banche la formula TEG per verificare l'usurarietà delle condizioni applicate, che di finanziario non ha proprio nulla e che tra  l’altro è frutto della somma di due addendi non omogenei. INTERESSI x 36.500 ONERI x 100 TEG = -------------------------------------- + ------------------------ NUMERI DEBITORI ACCORDATO Il primo addendo della formula, tiene conto degli interessi pagati e del fattore tempo (quindi è una formula finanziaria). Il secondo addendo (formula non contemplata in alcun testo di matematica finanziaria), ricava un dato percentuale rapportando gli oneri sostenuti dal cliente al fido accordato, senza tenere conto del fattore tempo, che nelle formule finanziarie è un dato essenziale. Ma l’utilizzo della predetta formula per verificare l’usurarietà dei tassi ed il superamento del tasso soglia oltre che a non rispondere alla norma ed alla volontà del legislatore, produce dei risultati inattendibili. Per spiegare meglio il concetto, mi permetto di fare un piccolo esempio. Prendiamo il caso di un cliente che ha un conto affidato per 200.000,00  euro, per lo stesso è stato convenuto un tasso convenzionale passivo del 12% contro un tasso soglia di periodo del 14%. Ipotizziamo che nel corso del trimestre il cliente abbia utilizzato la scopertura mediamente per € 20.000,00 e che gli siano stati addebitati: € 598,35 per interessi su 1.820.000 numeri, € 180,00 di spese imputabili ad oneri € 1.800,00 pari all’1,20% ed una commissione di massimo scoperto su una punta di scoperto di € 150.000,00 verificatasi soltanto per un giorno, con un tasso soglia per le cms di pari entità. Questo cliente avrebbe pagato un totale competenze pari ad € 2.578,35. Secondo il calcolo del TEG il tasso applicato al cliente sarebbe stato il seguente: 598,35 x 36500 180,00 x 100 TEG = -------------------------------- + ------------------------ = 11,9998% + 0,09% = 12,0898% 1.820.000 200.000,00 Secondo il calcolo previsto dalla legge 108/96 e dall’art. 644c.p. il TAEG sarebbe stato il seguente: (598,35 + 180,00 + 1.800,00) x 36500 2.578,35 x 36500 TAEG = ------------------------------------------------------ = -------------------------------- = 51,7086% 820.000 1.820.000 Ora a prescindere dalle formule, certamente non occorre avere una preparazione finanziaria per capire che contro un interesse del 12% dichiarato, pari ad € 598,35, la Banca ha percepito attraverso ulteriore “oneri” € 1.980,00, per un totale di € 2.578,35, che hanno determinano l’applicazione di un tasso effettivo di quasi quattro volte alto di quello concordato.  Così facendo, potremmo arrivare all’assurdo che una Banca che applica il tasso del 14,10%, senza cms e spese, supera il tasso soglia ed è passibile di sanzioni, mentre la Banca dell’esempio, che fa pagare al cliente per la stessa facilitazione € 2.578,35, e quindi un TAEG del 51,7086% non è soggetta ad alcuna censura perché ha applicato tassi entro soglia,molto comodo

 

 

 

 

 

 

 

* Il tasso soglia usura, si ottiene aumentando del 50% il tasso effettivo globale medio (TEGM) relativo.