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martedì 28 settembre 2010

PRIVATE BANKING





Si chiama private banking l’evoluzione delle gestioni patrimoniali: un servizio di gestione individuale di patrimoni familiari di grandi dimensioni (qualche milione di euro) a elevato valore aggiunto.
La possibilità di intervento dell’investitore nelle scelte del gestore è ovviamente amplificata nel private banking. Alla semplice gestione si affianca un servizio di consulenza legale e tributaria in grado di pianificare sul piano fiscale (tax planning) ed ereditario (estate planning) l’intero patrimonio finanziario di una famiglia benestante.
Il sevizio di private banking si può estendere anche sul patrimonio immobiliare di una famiglia (che come è noto, rappresenta la parte preponderante della ricchezza degli italiani) e agli oggetti di valore (beni d’arte e così via).
I costi del private banking sono ovviamente superiori rispetto a quelli delle comuni gestioni patrimoniali, ma per investimenti considerevoli e con il passare degli anni possono addirittura rivelarsi inferiori. In genere, comunque, i potenziali clienti del private banking non sono tanto interessati ai costi, quanto al servizio e al valore aggiunto.

A PROPOSITO DEI BTP...




A differenza di quanto è avvenuto nel nostro sistema finanziario, dove per molti   anni l’unico titolo pluriennale era proposto a tasso variabile, altrove le emissioni di titoli del debito pubblico offrono quasi esclusivamente cedole costanti.
E dunque il Btp, nelle sue denominazioni nazionali, è certamente il debito pubblico più diffuso a livello mondiale. Non da noi, dove l’amore per i Bot ha orientato flussi di risparmio destinati alle emissioni pluriennali sui titoli indicizzati.
Solo di recente i Btp hanno occupato spazi sempre maggiori nei portafogli degli investitori medi e piccoli, mentre trovano larga accoglienza in quelli istituzionali quali Banche, Assicurazioni, Sim e Società.
A indirizzare i grandi operatori verso questi titoli è certamente la capacità di difesa degli investimenti, in periodi di discesa dei tassi. Se i rendimenti di mercato diminuiscono, le cedole indicizzate dei titoli in emissione verranno ridotte, e adeguate al ribasso, mentre non subiranno alcuna modifica quelli dei prestiti a cedola fissa già calcolati.
Le conseguenza positive saranno di due tipi: mantenendo in portafoglio il titolo, si continuerà ad incassare le cedole molto più elevate rispetto a quelle che offrono le nuove emissioni e, al tempo stesso, il prezzo del titolo aumenterà di valore, perché dovrà adeguare il proprio rendimento a quello di mercato.
In pratica, dal momento che l’emissione pagherà sempre le stesse cedole, e quindi offre un rendimento costante, per far si che quest’ultimo diminuisca, occorre che il prezzo del titolo salga: un maggior costo di investimento iniziale riduce direttamente il reddito che si incasserà globalmente.

lunedì 27 settembre 2010

BANDI ATTIVI E UTILIME NOVITA' IN TEMA DI FINANZA AGEVOLATA

Decreto del 6 settembre 2010
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
500 MILIONI DI EURO PER LE REGIONI
PUGLIA, CALABRIA, CAMPANIA E SICILIA

 Le agevolazioni sono previste per investimenti che partono da 1.500.000,00 euro fino ad un massimo di 25.000.000,00 euro per:

1) Programmi di investimento riguardanti la produzione di beni strumentali funzionali allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e al risparmio energetico nell'edilizia (ENERGIA).

2) Programmi di investimento finalizzati all'industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale (INDUSTRIA).

3) Programmi di investimento finalizzati al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale (AMBIENTE  E ALTRI OBIETTIVI).






venerdì 17 Settembre 2010
- SPECIALE FIERA DEL LEVANTE -
PUGLIA
A DISPOSIZIONE 27 MILIONI DI EURO

Torna STERT UP, che permette di cambiare vita ai giovani, alle donne, ai disoccupati, ai lavoratori in procinto di perdere il lavoro, ai cassaintegrati, ai ragazzi di "Bollenti Spiriti", a tutti quelli individui confinati nel limbo dell'incertezza che vogliono metterrsi in proprio.
L'AVVISO METTE A DISPOSIZIONE 43 MILIONI DI EURO IN TUTTO (16 NELLA PRIMA FASE, 27 PER QUESTA), SARA' RIAPERTO IL 30 OTTOBRE.







SETTEMBRE 2010
PUGLIA
E' stato pubblicato l'Avviso per le PICCOLE IMPRESE INNOVATIVE OPERATIVE".
Il bando si rivolge alle micro e piccole imprese innovative operative, costituite in data non antecedente ai 5 anni dalla data di presentazione della domanda, con sede legale e operativa in Puglia.
La procedura telematica sarà disponibile dal 4 ottobre al 26 novembre.






16 Settembre 2010
BANDO PER IL SOSTEGNO A "PROGRAMMI E RETI DI VOLONTARIATO" NEL MEZZOGIONO


La Fondazione Per Il Sud avvia una nova iniziativa sperimentale per il sostegno a "programmi di volontariato" nel Mezzogiono. A disposizione 4 milioni di euro. Scade il 30 novembre.
Il bando mira a sostenere le reti di volontariato esistenti e, in misura più limitata, le organizzazioni di volontariato che promuovono e sperimentano modalità di lavoro "in rete", per accrescere il loro impatto sociale sul territorio e favorire lo sviluppo delle comunità.

 

EFFETTI DELLA QUALITA' DELLE INFORMAZIONI AZIENDALI SUI MERCATI FINANZIARI



L’informativa finanziaria ha assunto nel corso degli ultimi anni un ruolo sempre più rilevante, perché descrive in maniera quantitativa e qualitativa l’attività svolta dall’impresa che attraverso i risultati contabili-gestionali formula la sua politica economica . Tale politica indica le direttive e gli obiettivi  aziendali che influenzeranno i mercati ovvero le scelte degli stakeholder. La carenza di informativa veritiera e corretta sull’andamento di alcune società, ha portato negli anni 2001/2002 ad una sequenza di scandali aziendali (come Enron, World Com, Tyco International…) causati da una riduzione dell’accuratezza, chiarezza e affidabilità dell’informativa fornita agli investitori. La conseguenza negativa di tali comportamenti è stata la sfiducia che ha condizionato le scelte degli  operatori, infatti nel 2002 il Congresso degli Stati Uniti d’America ha legiferato il Sarbanes Oxley Act con l’obiettivo di migliorare la tutela dei soggetti economici ed in particolare i risparmiatori. Anche in Italia è intervenuta la legge n.262 del 28/12/2005 la quale ha introdotto precise richieste in tema di preparazione, contenuto e forma dei documenti contabili societari, con l’obiettivo di garantire una migliore qualità dell’informativa.
Tali misure non sono servite a molto, visto che nell’agosto 2007 nuove turbolenze hanno innescato un nuovo meccanismo di sfiducia nonostante l’approvazione delle suddette leggi. Tra le cause della spaventosa crisi, che continua nei suoi effetti negativi, nata negli Stati Uniti dove in alcuni segmenti del settore creditizio, il volume degli scambi è cresciuto molto più rapidamente dell’investimenti nell’infrastruttura di supporto, ovvero il proliferare di pratiche fraudolente nel settore dei mutui subprime (sono prestiti concessi ad un alto tasso a favore di soggetti in difficoltà, o per il loro rating basso oppure per pregresse situazioni di insolvenza) dove in un primo momento vi è stata una ridotta trasparenza dell’informativa al pubblico e successivamente un’opacità nella composizione dei portafogli con strumenti strutturati. La sfiducia innescata ha causato un meccanismo a catena fino a coinvolgere l’intero sistema economico finanziario. Il processo di sfiducia ha indotto gli operatori a non allocare le eccedenze di capitale o a spostare l’orizzonte temporale dal medio-lungo al breve periodo,oppure a richiedere un elevato tasso di interesse come garanzia per l’elevata probabilità di default. Non è sbagliato pensare che tale comportamento abbia causato una serie di eventi negativi anche per  le aziende sane che non sono più riuscite a collocare i loro prodotti sul mercato.
Ad arginare tale problema di rischio sistemico non è sufficiente una legislazione corretta, quanto un incremento dell’attività di vigilanza a livello internazionale sulla Governance delle Istituzioni finanziarie, sulla remunerazione dei Manager, sugli specifici doveri degli intermediari nella tutela degli investitori al dettaglio. Il tema dei compensi è strettamente legato a quelli dell’etica e dei comportamenti protesi a una più sana crescita economica di lungo periodo, in tal senso l’enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI individua nel principio di Sussidiarietà uno strumento per rispondere alla crisi. In questa prospettiva, una sana “economia di mercato”, “economia d’impresa”, “economia libera” - ovvero un capitalismo rettamente inteso  sorretto da norme giuridiche nel rispetto della persona e della famiglia, intesi come elementi fondamentali del sistema.
La maggiore necessità di informazioni deriva dalla globalizzazione, infatti si ritiene che la possibilità di accedere alle informazioni facilmente e regolarmente renda i mercati più efficienti e liquidi. La divulgazione di semplici informazioni o dati contabili non è da sola sufficiente a dare agli investitori gli strumenti giusti per effettuare le scelte più efficienti, ma è opportuno pubblicare periodicamente dei modelli strutturati che consentano l’analisi del rendimento delle società dando anche la passibilità di paragonare le diverse società appartenenti allo stesso settore. E’ importante che le relazioni periodiche (annuali o intermedie):   contengano informazioni rilevanti,  ed indichino chiaramente il soggetto responsabile delle comunicazioni di natura contabile (veritiere e corrette) al mercato; le relazioni finanziarie devono essere valutate e revisionate da chi svolge l’attività di controllo interno all’azienda emittente; le informazioni devono essere facilmente e tempestivamente reperibili. In tal modo gli investitori possono effettuare le scelte giuste in base al profilo di rischio nonché a verificare l’esistenza di quegli elementi di governance ritenuti rilevanti per stabile le proprie preferenze d’investimento, inoltre in un mercato globalizzato nasce l’esigenza di adottare un linguaggio unico europeo per rendere compatibile la crescita dei mercati finanziari a tutela dei risparmiatori, tale obiettivo è raggiungibile solo con bilanci redatti utilizzando principi di comunicazione finanziaria omogenei e facilmente compatibili.
A fronte di un’evoluzione della qualità della comunicazione, sono ancora presenti in azienda procedure amministrative contabili e modalità operative che rendono difficile la diffusione tempestiva dei report aziendali, ed oneroso il processo di preparazione dei medesimi. Per superare i citati limiti di fruibilità è nato l’Extensibile Business Reporting Language (XBRL), un sistema di codifiche realizzate mediante un linguaggio di programmazione. L’iniziativa è tesa ad aumentare a livello globale l’efficienza e l’accuratezza della comunicazione impresa – mercato e impresa – pubblica amministrazione, ridurre gli errori e i costi delle interrogazioni di bilancio e stimolare la competitività nazionale ed internazionale attraverso la possibilità di elaborare analisi finanziarie comparative[1].
Link
http://it.wikipedia.org/wiki/Bilancio_d'esercizio


[1]  Ispirato dalla lettura: Comunicazione finanziaria a cura di  Enzo Rocca

IL CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE


 
La figura del consulente finanziario indipendente è prevista dal  decreto 206 del 24/12/2008 "Regolamento di disciplina dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza e patrimoniali per l'iscrizione all'albo delle persone fisiche consulenti finanziari". 
Il consulente finanziario è una figura professionale Cfi o free-only tipica degli Stati Uniti per indidcare la figura del professionista che svolge il suo lavoro a parcella, non percependo nè stipendio, nè commissioni e nè provviggioni.
E' una figura professionale indipendente dalle Banche o da qualsiasi altro Istituto che eroga prodotti finanziari.

L'articolo 5 del suddetto decreto tende a difendere il requisito più importante ovvero l'indipendenza, perchè solo una prestazione professionale pagata esclusivamente dal cliente può essere a piena tutela e interesse dello stesso, contro i prodotti "super tutela del patrimonio" venduti come prodotti tranquilli ma in realtà estremamente rischiosi e costosi. Nei paesi anglosassoni il consulente finanziario indipendente è una figura professionale affermata da decenni, invece in Italia è presente da poco tempo e stenta a decollare si presume comunque una evoluzione  del  sistema e di conseguenza i risparmiatori preferiranno  pagare una parcella che perdere milioni di euro in Borsa!

LA TUTELA DELL'INVESTITORE PASSA ATTRAVERSO LA DIRETTIVA EUROPEA MIFID

Mifid, una sigla che significa Markets in Financial Instruments Directive con l'obiettivo di tutelare meglio il risparmiatore oltre a creare un mercato più integrato e competitivo nell'Unione Europea, le nuove regole riguardano diversi ambiti dei mercaati e degli investimenti.
Una novità più importante riguarda il cliente, che dovrebbe essere tutelato secondo il best execution, ovvero l'intermediario è tenuto a compiere tutte le scelte per massimizzare l'interesse del cliente. Se prima non lo era, adesso è un sollievo sapere che chi ti sta vendendo un prodotto finanziario ha il dovere esplicito di farlo nel tuo interesse, alle migliori condizioni anche a danno dei suoi interessi.

La migliore tutela per l’investitore: è la garanzia contro il conflitto di interesse, ovvero se il consulente venditore ha un rapporto di lavoro dipendente o a provvigione presso un determinato Istituto di Credito ecco che i prodotti di tale istituto sono i più convenienti, in questo caso il dipendente fa il suo interesse e quello della banca presso la quale lavora, quindi non può essere obiettivo nei confronti della clientela. Questo è il conflitto di interesse, il professionista supera tale ostacolo indicando la soluzione più adatta per il risparmiatore in base alla sua cultura, alle sue abitudini ed ai suoi obiettivi di vita da raggiungere o da tutelare.



 
 

sabato 25 settembre 2010

FONDI PENSIONE

 


Nell'ambito del finanziamento delle prestazioni previdenziali, che saranno garantite in misura sempre minore dallo Stato, il ruolo di primo piano è rappresentato dai Fondi Pensione: nelle economie più avanzate, dove il modello del Welfare State è stato da tempo ridimensinato, questi strumenti hanno raggiunto lo scopo prefissato in modo efficace.

Nell'ambito della Previdenza Integrativa oltre ai Fondi Pensione si collocano i prodotti individuali come le polizze vita e piani di accumulazione in fondi comuni.

I Fondi Pensione rappresentano il secondo pilastro del sistema previdenziale dopo la copertura pubblica, e rappresentano il principale strumento di previdenza integrativa aziendale o collettiva.

Mentre un ruolo marginale spetta ai Fondi Pensione Preesistenti  ( fondi gratuiti ovvero benefit aziendali a carico dell'azienda che provvede al versamento dei contributi volontari) e si Fip o Pip ( prodotti assicurativi ai fini pensionistici).

La differenza essenziale tra i Fondi Pensione e l'Inps e che i primi funzionano con il meccanismo della capitalizzazione ovvero accumulano e investono un patrimonio, mentre i secondi funzionano con il meccanismo della ripartizione ovvero con i cotributi di chi lavora si pagano direttamente le pensioni di chi è in quiescenza.
La fonte istitutiva dei Fondi Pensione Negoziali (o Chiusi) resta la contrattazione aziendale o di categoria, mentre per i lavoratori che non dispongono dei fondi negoziali, possono contribuire ai Fondi Pensione Aperti, che sono costituiti da intermediari autorizzati (Banche, Sim ...). In questo caso nell'ambito dello stesso fondo possono essere realizzate diverse linee di investimento adattabili così al profilo di richio dell'investitore.
Interessanti sono gli articoli presenti su http://www.altroconsumo.it/ e http://www.finanzaonline.com/
Il consiglio è quello di farsi accompagnare nell'investimento da un esperto, leggere attentamente il foglio illustrativo e prima di sottoscrivere verificate se ci sono strumenti meno costosi che possono essere utilizzati per raggiungere lo stesso scopo, la valutazione di tali alternative possono essere fatte solo da un consulente indipendente.

COME EVITARE I PRODOTTI FINANZIARI PIU' COSTOSI

 
 
 
PRODOTTI STRUTTURATI

Questi prodotti, ultimamente molto in voga, sono dei prodotti indicizzati ovvero collegati all’andamento di un azione (equità linked) o di un indice azionario (index linked). Con questi prodotti non vi è più la separazione netta tra mercato dei titoli azionari ed obbligazionari nascono così i prodotti ibridi che pongono nuovi e non pochi problemi agli investitori, primo fra tutti la loro convenienza e redditività.
Spesso hanno nomi accattivanti e apparentemente sono strutturati in modo da garantire il capitale ed invogliare il risparmiatore a porre la sua fiducia, ma sono spesso prodotti molto rischiosi.



UNIT LINKED - INDEX LINKED
Unit linked
Sono polizze i cui premi sono convertiti in quote di uno o più fondi di investimento, il cui mix di investimento può essere cambiato durante la vita del contratto.
La prestazione garantita è data dalla moltiplicazione del numero di quote del fondo per il valore unitario del fondo stesso al momento della scadenza del contratto, però rendimento minimo e consolidamento delle prestazioni non sono previsti da questi contratti.
Index linked
Le prestazioni di questi prodotti sono collegate all’andamento di uno o più indici di Borsa oppure ad azioni equità linked. Il premio deve essere versato in un'unica soluzione e la durata è di 8/5 anni.
Alla scadenza quindi se l’indice/i o azione/i di riferimento sarà positivo allora il capitale sarà maggiorato, caso contrario vi è un rendimento minimo previsto.

Spesso le spese della polizza sono triplici: commissione di sottoscrizione, commissione annuale e commissione del fondo sottostante. I fondi, talvolta, invece che esterni alla compagnia assicuratrice sono interni, riducendo la trasparenza. Per non parlare al capitale che può essere collegato all’andamento di uno Zcb, ovvero un bond senza cedola che dovrebbe garantire il capitale ma sappiamo bene che i bond sono debiti e il probabile rischio default bisogna metterlo in conto.


GESTIONE DI FONDI GPF


Si offre un mix di fondi o “monomarca” appartenenti alla stessa Sgr del gruppo o i più redditizi “multimarca” ovvero fondi di Sgr appartenenti a gruppi diversi rispetto a quello del gestore.

Sgr, Sim e Banche offrono quasi sempre linee di investimento già predefinite, da adattarle alle necessità del cliente, è possibile che ad essere scelti non siano i fondi più redditizi ma quelli con la retrocessioni a favore dei gestori dei Gpf più elevate.

COME SCEGLIERE IL MUTUO MIGLIORE




Il contratto di Mutuo è un contratto pubblico di prestito garantito da ipoteca, come ulteriore garanzia sul debito, visto che per ottenere il mutuo un soggetto deve avere le caratteristiche oggettive e soggettive richieste dalla Banca. Nel caso in cui il debito non venga saldato l’ipoteca da il diritto alla Banca di rivalersi sull’immobile, ovvero di porlo in vendita e di utilizzare il ricavato a copertura del debito stesso.

Consideriamo quindi questo caso, che spesso non viene esaminato accuratamente dalle famiglie al momento della sottoscrizione del mutuo.
Dopo due o tre rate insolute la banca mette in mora il debitore ovvero si inizia a conteggiare gli interessi di mora che sono sempre maggiori rispetto agli interessi normali, dopo questa prima fase si arriva a quella più spinosa ovvero l’azione giudiziaria, ciò comporta: l’iscrizione dell’ipoteca e ulteriori spese ed oneri a carico del debitore.     

In fase di contrattazione del mutuo bisogna accertarsi che l’ipoteca sia proporzionale al debito e no come fanno molte banche dove l’ipoteca è tripla rispetto al debito, in questo caso gli oneri a carico del debitore lievitano ulteriormente. Per richiedere la cancellazione, cosa non facile è necessario ovviamente aver pagato il debito.

I principali tipi di mutuo si differenziano asseconda del tasso di interesse applicato:
mutuo a tasso fisso, non varia per tutta la durata del contratto, solitamente è più alto rispetto a quello a tasso variabile. Quest’ultimo varia in corrispondenza di un indice chiamato Euribor, l’inconveniente in questo caso è la variazione della rata in corrispondenza della variazione del tasso.
Importante quando si contratta un mutuo che la determinazione dell’importo della rata sia determinata tenendo in considerazione le esigenze familiari, lo stile di vita.
Spesso il tasso fisso è stato scelto non per la sua convenienza ma per la sicurezza della rata fissa, ma altri contratti ibridi sono stati studiati per non perde i vantaggi del tasso variabile ed avere la comodità della rata costante facendo variare  il numero delle rate, l’alternativa può essere quella di porre un tetto massimo al tasso di interesse dando la facoltà al cliente di ricontrattare il contratto di mutuo.

E’ necessario sempre verificare che ci sia la possibilità di ricontrattare il mutuo, è una forma di garanzia per il cliente in quanto il contratto è di lunga durata e la situazione finanziaria dei mercati può cambiare nel tempo, come può cambiare la propensione al risparmio del debitore stesso.
Il tasso di interesse infine, non deve essere l’unico aspetto da considerare per la scelta di un mutuo, bisogna informarsi anche sia sullo Spread ovvero ciò che la Banca trattiene come ricarico, che sul Tasso a Regime che spesso è più alto rispetto a quello pubblicizzato ed applicato solo sulle prime rate.
Non bisogna trascurare anche l’aspetto dell’estinzione anticipata che molti contratti rendono difficile, inoltre per alcuni tipi di contratto di mutuo è impossibile la vendita anticipata dell’immobile.

E’ importante farsi consigliare bene prima della sottoscrizione del mutuo che per la Banca è un prodotto come un altro da piazzare sul mercato, per il cliente una scelta sbagliata può compromettere la serenità familiare.