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martedì 7 dicembre 2010

PREVISIONI FIANANZIARIE 2011



La situazione economica-finanziaria è pittosto seria, ci troviamo di fronte ad un mercato con grandi incertezze e ad elevato rischio defaul.
Le manovre politiche dei diversi Stati hanno carattere eccezionale ed i politici non hanno il coraggio di intraprendere una via più severa e strutturale che a mio parere dovrebbe essere Comune. Se la Globalizzazione realizzata non ha rispettato il carattere della gradualità, causando questa situazione l'antitodo a questo disastro non può dipendere dalle decisioni di uno Stato ma dalla coesione di tutti.
Possiamo stimare, che l’economia mondiale ha il 25% di possibilità di scivolare in una nuova fase di recessione, mentre c’è una probabilità del 15% che la crescita economica possa sorprendere in positivo. Il processo di deleveraging e i divari di produzione potrebbero rimanere ancora in primo piano nelle economie sviluppate, creando uno scenario di deflazione e bassa crescita nominale.
Nell’attuale contesto di incertezza è evidente la necessità di un'asset allocation più dinamica e flessibile, investimenti di breve periodo, mantenere una certa liquidità, da non trascurare i beni rifugio come i beni di lusso e i titoli di Stato soprattutto tedeschi per una tutela del capitale.
È essenziale comprendere che i cambiamenti strutturali o temporanei nei fondamentali macroeconomici e di mercato non sempre sono colti dai segnali “di sistema”: l’abilità e l’esperienza del gestore giocano un ruolo chiave in tal senso. Inoltre è importante assicurare il controllo del rischio a tutti i livelli del processo di investimento. Molto semplicemente, è meglio sovrastimare il rischio piuttosto che sottostimarlo.
Lo scenario è complesso e la stabilità politica è molto importante, spero che i signori della politica la smettano di litigare perchè di questo passo non vi sarà nessun potere da contendersi, ma solo responsabilità di crisi cronica del paese da scaricarsi a vicenda.

mercoledì 1 dicembre 2010

BANCA DEL MEZZOGIORNO



Poste e Bcc formalizzeranno a Unicredit l'offerta di acquisto sul Mediocredito Centrale per dare corpo al progetto e dare un'anima operativa al futuro istituto.
La tempistica è stata data, secondo le indiscrezioni raccolte, dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti al tavolo sul Sud a Palazzo Chigi.
Nasce così la Banca del Mezzogiorno, strumento indispensabile per uno sviluppo produttivo per il Sud.
L'obiettivo è quello, di "sviluppare il credito" per favorire la nascita e l'espansione delle piccole e medie imprese del Meridione.
In sostanza, viene precisato, si tratterà di "una banca di garanzia" e di un operatore di primo piano "nell'ambito della gestione di strumenti di agevolazione, a carattere sia nazionale sia sovranazionale".
Il Piano nazionale del governo prevede inoltre "la nascita di un grande Fondo Jeremie Mezzogiorno (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprise) che utilizzi i fondi strutturali europei".

La struttura dovrà operare per almeno 5 anni, senza sportelli propri per il pubblico, ovvero come struttura finanziaria di secondo livello agevolando la Raccolta a medio-lungo termine, senza la presunzione di risolvere i problemi tipici del Mezzogiorno e le sue inefficienze.
La quota simbolica dello Stato sarà comunque dismessa entro 5 anni.
Tra i possibili servizi si prevede che la Banca potrà essere "di garanzia" per i clienti delle banche socie, potrà fare consulenze a queste e alle Pmi.

Si realizzerà una valutazione del merito per finanziare progetti imprenditoriali innovativi e a medio-lungo termine. Si prevede la possibilità dell'emissione di titoli per finanziare progetti infrastrutturali.
La 'rete' sulla quale potrà contare la Banca del Mezzogiorno (oltre a 'punti' dedicati negli uffici di Poste Italiane) saranno molti e coincideranno inizialmente con le 111 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali presenti nel Mezzogiorno: cioé 620 sportelli con una raccolta diretta di 15,7 miliardi.

Il progetto ha quindi tutte le caratteristiche per poter funzionare, noi meridionali siamo in attesa che i risultati siano coincidenti con le aspettative.

mercoledì 3 novembre 2010

LA CHIMERA DEL FONDO PERDUTO PER I GIOVANI


La finanza agevolata dovrebbe aiutare i giovani ad intraprendere un'attività impreditoriale, ma nella pratica le cose non sono così semplici.

Spesso i giovani si trovano a pagare parcelle esorbitanti per espletare tali pratiche a professionisti senza scrupoli che non informano adeguatamente i clienti, e tacciono la cosa più importante BISOGNA AVERE I SOLDI O AVERE CHI PUO' GARTIRE per somme spesso elevate.

Un consiglio spassionato DIFFIDATE DA CHI vi dà subito la soluzione ad ok, o di chi non vi prepara a dovere per superare i colloqui preliminari per la concessione dell'agevolazione.
La soluzione migliore è sempre quella che non espone il cliente a rischi INUTILI.

Ricordatevi che il business-plan finanziario deve risuoltare COPERTO con garanzie e nulla osta Bancari.

Come dice il saggio PIOVE SUL BAGNATO.

lunedì 1 novembre 2010

START-UP


Finalmente didponibile sul portale http://www.sistema.puglia.it/ il bando START-UP, per i giovani pugliesi,
c'è invece un mese di tempo per inoltrare le domande che potranno essere inviate a partire dal 30 novembre ma senza termini finali visto che il bando è a sportello, quindi sarà aperto fino all'esaurimento delle risorse.

L'Avviso, che ha una dotazione di 43milioni in tutto (16 già utilizzati per la prima fase, 27 a disposizione di questa) mette a disposizione a fondo perduto fino a 400mila euro per ogni microazienda, di cui 150mila euro possono essere spesi per investimenti, acquisto di locali, suoli, strumenti e attrezzature e 250mila per i costi di gestione, dunque stipendi, affitti e leasing di attrezzature, bollette. Il tutto per tre anni di esercizio.

Le microaziende da avviare devono essere di nuova costituzione e inattive al momento della presentazio
ne della domanda..
 I settori che potrebbero ricevere gli aiuti sono moltissimi. Si va dalla produzione industriale di pasti e piatti pronti, alla fabbricazione di tappeti, articoli in paglia, prodotti farmaceutici, e ancora computer, autoveicoli, costruzioni e attività di produzione cinematografica, design, interpretariato, attività di pulizia e organizzazione di convegni, imprese commerciali nelle aree eleggibili quali Zone Franche urbane per situazioni di disagio.
http://www.sistema.puglia.it/

martedì 26 ottobre 2010

COME REALIZZARE UN' IDEA D'IMPRESA




Per poter valutare la propria idea d'impresa e individuare la legge più adatta per cui chiedere un finanziamento pubblico, bisogna aver chiare diverse cose :
1) UBICAZIONE DEL PROGETTO.  Vi sono infatti diversi tipi di agevolazione (Regionali, Nazionali o Europee). Attualmente le regioni pubblicano diversi bandi per lo sviluppo del proprio territorio dal Nord al Sud.
2) UN PIANO D'IMPRESA DETTAGLIATO. E' importante capire come la propria idea d'impresa si può realizzare o meglio che grado di fattibilità ha.
3) ANALIZZARE E DESCRIVERE L'IDEA ATTRAVERSO L'ESAME DEI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA. Ovvero indicare la possibilità di realizzare l'idea attraverso gli ostacoli che si possono incontrare lungo il cammino della realizzazione, e quali armi si posseggono per fronteggiare le situazioni difficili. 
4) IL VALORE COMPLESSIVO DELL'INVESTIMENTO. Avere un'idea precisa dell'ammontare disponibile e di quello non disponibile per cui è necessario un finanziamento. Analisi dei diversi modi in cui è possibile realizzare l'imprsa considerando le diverse risorse finanziarie disponibili, a volte è meglio ridimensionare il proprio investimento per evitare un'eccessivo ed inutile indebitamento che comprometterebbe il futuro imprenditoriale.
5) QUALE TIPOLOGIA DI INVESTIMENTO SI REALIZZERA'. Nuova attività, Ristrutturazione, Ampliamento, Ammodernamento, Avvio di un nuovo processo produttivo ovvero Divesificazione aziendale sia di prodotto che di servizio....
6) IL SOGGETTO CHE REALIZZA L'IMPRESA. Se il progetto appartiene ad  un privato o ad un'imprenditore , ad una donna, ad un ragazzo, ad un ente pubblico, ad una società...(perchè i finanziamenti si riferiscono ad una particolare  o a più categorie di soggetti beneficiari).
7) CAPACITA' FINANZIARIA PROPRIA.

QUESTI SONO ELEMENTI INDISPENSABILI PER ESAMINARE CORRETTAMENTE UN'IDEA D'IMPRESA E FINANZIARLA NEL MODO PIU' CONVENINTE POSSIBILE.

giovedì 21 ottobre 2010

ACCESSO AL CREDITO PMI

 


Più semplice l'accesso al credito per le piccole e medie imprese con le garanzie dei Consorzi Fidi e le Cooperative di garanzia.
La Regione Puglia ha messo a disposizione del sistema dei Consorzi di Garanzia 50 milioni di euro destinati ad agevolare le piccole e medie Imprese pugliesi rendendo più semplice l'ottenimento di finanziamenti da parte degli istituti bancari.

Da oggi le piccole e medie imprese hanno a loro disposizione anche le garanzie attivate grazie all'Avviso a favore di Cooperative di Garanzia e Consorzi Fidi per la dotazione di fondi rischi. Si tratta di 50milioni di euro capaci di mobilitare prestiti per 1miliardo.
Sono otto le Cooperative e i Consorzi Fidi destinatari delle risorse:
  • Co.Fidi Puglia
  • L'artigiana Cooperativa artigiana di Garanzia di Lecce
  • la Cooperativa artigiana di Garanzia di Bari
  • Artigianfidi Società cooperativa
  • Società di Garanzia fra Commercianti
  • CNA Cooperativa artigiana di Garanzia di Credito
  • Fidindustria Puglia
  • Cofidi Commercianti di Capitanata Società cooperativa
e coinvolgono 33.402 imprese aderenti.

Le aziende interessate dovranno inoltrare la richiesta direttamente alle Cooperative di Garanzia e ai Consorzi Fidi che attraverso la procedura on line attivata dal portale www.sistema.puglia.it, generano il modulo della domanda e verificano, grazie al sistema, che il tetto massimo consentito dall'incentivo non sia superato. Se la richiesta è ritenuta ammissibile, viene inoltrata alle banche che aprono l'istruttoria. Dopo la concessione del prestito il Confidi attiva la garanzia che può coprire fino all'80% dell'investimento che a sua volta non può superare il milione e mezzo di euro.

Grazie all'avvio di questo bando le imprese piccole e piccolissime potranno accedere più facilmente sia al Titolo II che all'avviso Start up perché la concessione di garanzie da parte dei Confidi aprirà le porte del credito anche ai soggetti economicamente più deboli.

Così la Regione ha integrato l'architettura della manovra anticrisi rendendo disponibile ogni strumento di agevolazione per le aziende più piccole che oggi rappresentano più del 99% del totale delle imprese. -
   

Data Pubblicazione sul portale: 19 Marzo 2010
Fonte: Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l'Innovazione
Aree Tematiche: Area Politiche per lo Sviluppo
Redazione: Redazione Sistema Puglia
 

giovedì 14 ottobre 2010

AUTOIMPRENDITORIALITA' TIT.I



Il D.Lgs. 185/200 Tit. I, noto con il nome di “Autoimprenditorialità”, è la misura gestita da Invitalia per sostenere la creazione di nuove imprese in cui giovani, residenti nei territori agevolati e con età compresa tra 18 e 35 anni, detengono la maggioranza numerica e di capitali.
Anche la sede legale, operativa ed amministrativa, deve essere ubicata in uno dei comuni agevolabili previsti dall’attuale normativa.
E’ una misura che ha un grande appeal tra quelle disponibili, una dotazione finanziaria molto interessante che può arrivare a coprire quasi il 100% del programma di investimento e le domande si possono presentare sempre.
I progetti d’impresa possono riguardare le seg
B. Capo II - Fornitura di servizi nei settori della fruizione dei beni culturali, del turismo, della manutenzioni di opere civili e industriali, della tutela ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali.
Investimenti previsti non superiori a € 516.000
C. Capo IV – Produzione di beni in agricoltura, industria e artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese realizzate da Cooperative sociali di tipo b).
Investimenti previsti non superiori a € 516.000
Le agevolazioni finanziarie previste riguardano:
  • gli investimenti (contributo a fondo perduto e mutuo agevolato)
  • le spese di gestione (contributo a fondo perduto)
  • la formazione (contributo a fondo perduto)
Per accedere alle agevolazioni occorre presentare apposita domanda e allegare il piano d’impresa (business-plan) che descriva la validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa, con particolare riguardo alla redditività, alle prospettive di mercato e alla copertura dei fabbisogni finanziari.

TRATTO DAL SITO http://www.aiutidistato.it/

martedì 12 ottobre 2010

CONTO CORRENTE AZIENDALE



Il conto corrente aziendale è nato per favorire l'attività delle imprese, infatti presenta diversi vantaggi come quello, offerto da molte banche, dei pagamenti online sicuri nel proprio sito.

A fronte delle diverse opportunità offerte, vi sono alti costi di gestione e apertura. Contrariamente a quanto accade per i privati.
Grazie al decreto Bersani in più tutti le aziende e gli esercizi commerciali sono obbligati a registrare spese ed entrate nel proprio conto aziendale, e non possono assolutamente utilizzare quelli personali.

Molto spesso un altro vantaggio di un conto corrente aziendale è quello di poter contrattare su tassi di interesse e spese. Rispetto a un individuo infatti le aziende hanno più potere e possono dunque decidere di dialogare con la banca per stabilire i parametri specifici.

Ovviamente le capacità di contrattazione possono essere aumentate o diminuite, e l'entità della questione può essere decisa dalle dimensioni della azienda, ovvero dalle movimentazioni che l'attività genera.
Alcune banche offrono addirittura opzioni diverse a seconda della grandezza dell'azienda, accludendone vantaggi e possibilità differenti.

Infine ricordiamo che accessori come carte di credito individuali e tipicizzate sono spesso offerte, oltre a un sistema personalizzato di utilities e tools per il proprio bilancio aziendale.
Inoltre esse possono venire assicurate per frodi telematiche, oltre che informate automaticamente e gratuitamente delle proprie spese sia mensilmente che di semestre in semestre, in maniera tale da poter tenere un perenne registro di entrate e uscite.

martedì 5 ottobre 2010

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI AGEVOALZIONE



Vi sono diverse tipologie di agevolazione che spesso costituiscono un aiuto concreto all'attività dell'impresa:
Il contributo più ambito è IL CONTRIBUTO A FONDO PEDUTO: è  legato ad investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali e viene di norma calcolato in riferimento ad una precisa percentuale sulle spese ammissibili. Assume la denominazione di conto impianti o conto capitale a seconda delle modalità di tassazione.
Il contributo in conto capitale può essere considerato un apporto di risorse finanziarie tendenti ad incrementare la capacità produttiva del beneficiario. Il contributo in conto impianti agevola il beneficiario ad aquistare beni strumentali ammortizzabili.

Il contributo in conto interessi riguarda la richiesta di agevolazione sull'interesse calcolato dall'istituto finanziatore, in riferimento ad un finanziamento a medio-lungo termine.

Il contributo in conto canoni abbatte il costo dei canoni leasing del soggetto beneficiario.

Il contributo in conto esercizio sono contributi che a seguito di un determinato progetto agevolano le spese di gestione del beneficiario.

Bonus Fiscale dà la possibilità di monetizzare il contributo in sede di pagamento delle imposte, qundi viene erogato come detrazione sull'importo dovuto in sede di presentazione del modulo F24.

Credito d'imposta in seguito alla concessione di un'agevolazione si può creare un credito d'imposta che può essere fruito solo in sede di dichiarazione dei redditi.

Finanziamento a tasso agevolato: vi è la tipologia del finanziamento composto in parte da fondi bancari a tassi di convezione e in parte da fondi pubblici a tasso agevolato. Il tasso finale risulta la media dei tassi.
In alcuni casi l'agevolazione può prevedere solo fondi pubblici agevolati o solo fondi bancari agevolati, in questo caso il contributo si trasforma in contributo in conto interessi.

Concessione di garazia viene concessa garanzia ad un costo inferiore a quello di mercato, per sostenere programmi di investimento.

martedì 28 settembre 2010

PRIVATE BANKING





Si chiama private banking l’evoluzione delle gestioni patrimoniali: un servizio di gestione individuale di patrimoni familiari di grandi dimensioni (qualche milione di euro) a elevato valore aggiunto.
La possibilità di intervento dell’investitore nelle scelte del gestore è ovviamente amplificata nel private banking. Alla semplice gestione si affianca un servizio di consulenza legale e tributaria in grado di pianificare sul piano fiscale (tax planning) ed ereditario (estate planning) l’intero patrimonio finanziario di una famiglia benestante.
Il sevizio di private banking si può estendere anche sul patrimonio immobiliare di una famiglia (che come è noto, rappresenta la parte preponderante della ricchezza degli italiani) e agli oggetti di valore (beni d’arte e così via).
I costi del private banking sono ovviamente superiori rispetto a quelli delle comuni gestioni patrimoniali, ma per investimenti considerevoli e con il passare degli anni possono addirittura rivelarsi inferiori. In genere, comunque, i potenziali clienti del private banking non sono tanto interessati ai costi, quanto al servizio e al valore aggiunto.

A PROPOSITO DEI BTP...




A differenza di quanto è avvenuto nel nostro sistema finanziario, dove per molti   anni l’unico titolo pluriennale era proposto a tasso variabile, altrove le emissioni di titoli del debito pubblico offrono quasi esclusivamente cedole costanti.
E dunque il Btp, nelle sue denominazioni nazionali, è certamente il debito pubblico più diffuso a livello mondiale. Non da noi, dove l’amore per i Bot ha orientato flussi di risparmio destinati alle emissioni pluriennali sui titoli indicizzati.
Solo di recente i Btp hanno occupato spazi sempre maggiori nei portafogli degli investitori medi e piccoli, mentre trovano larga accoglienza in quelli istituzionali quali Banche, Assicurazioni, Sim e Società.
A indirizzare i grandi operatori verso questi titoli è certamente la capacità di difesa degli investimenti, in periodi di discesa dei tassi. Se i rendimenti di mercato diminuiscono, le cedole indicizzate dei titoli in emissione verranno ridotte, e adeguate al ribasso, mentre non subiranno alcuna modifica quelli dei prestiti a cedola fissa già calcolati.
Le conseguenza positive saranno di due tipi: mantenendo in portafoglio il titolo, si continuerà ad incassare le cedole molto più elevate rispetto a quelle che offrono le nuove emissioni e, al tempo stesso, il prezzo del titolo aumenterà di valore, perché dovrà adeguare il proprio rendimento a quello di mercato.
In pratica, dal momento che l’emissione pagherà sempre le stesse cedole, e quindi offre un rendimento costante, per far si che quest’ultimo diminuisca, occorre che il prezzo del titolo salga: un maggior costo di investimento iniziale riduce direttamente il reddito che si incasserà globalmente.

lunedì 27 settembre 2010

BANDI ATTIVI E UTILIME NOVITA' IN TEMA DI FINANZA AGEVOLATA

Decreto del 6 settembre 2010
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
500 MILIONI DI EURO PER LE REGIONI
PUGLIA, CALABRIA, CAMPANIA E SICILIA

 Le agevolazioni sono previste per investimenti che partono da 1.500.000,00 euro fino ad un massimo di 25.000.000,00 euro per:

1) Programmi di investimento riguardanti la produzione di beni strumentali funzionali allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e al risparmio energetico nell'edilizia (ENERGIA).

2) Programmi di investimento finalizzati all'industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale (INDUSTRIA).

3) Programmi di investimento finalizzati al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale (AMBIENTE  E ALTRI OBIETTIVI).






venerdì 17 Settembre 2010
- SPECIALE FIERA DEL LEVANTE -
PUGLIA
A DISPOSIZIONE 27 MILIONI DI EURO

Torna STERT UP, che permette di cambiare vita ai giovani, alle donne, ai disoccupati, ai lavoratori in procinto di perdere il lavoro, ai cassaintegrati, ai ragazzi di "Bollenti Spiriti", a tutti quelli individui confinati nel limbo dell'incertezza che vogliono metterrsi in proprio.
L'AVVISO METTE A DISPOSIZIONE 43 MILIONI DI EURO IN TUTTO (16 NELLA PRIMA FASE, 27 PER QUESTA), SARA' RIAPERTO IL 30 OTTOBRE.







SETTEMBRE 2010
PUGLIA
E' stato pubblicato l'Avviso per le PICCOLE IMPRESE INNOVATIVE OPERATIVE".
Il bando si rivolge alle micro e piccole imprese innovative operative, costituite in data non antecedente ai 5 anni dalla data di presentazione della domanda, con sede legale e operativa in Puglia.
La procedura telematica sarà disponibile dal 4 ottobre al 26 novembre.






16 Settembre 2010
BANDO PER IL SOSTEGNO A "PROGRAMMI E RETI DI VOLONTARIATO" NEL MEZZOGIONO


La Fondazione Per Il Sud avvia una nova iniziativa sperimentale per il sostegno a "programmi di volontariato" nel Mezzogiono. A disposizione 4 milioni di euro. Scade il 30 novembre.
Il bando mira a sostenere le reti di volontariato esistenti e, in misura più limitata, le organizzazioni di volontariato che promuovono e sperimentano modalità di lavoro "in rete", per accrescere il loro impatto sociale sul territorio e favorire lo sviluppo delle comunità.

 

EFFETTI DELLA QUALITA' DELLE INFORMAZIONI AZIENDALI SUI MERCATI FINANZIARI



L’informativa finanziaria ha assunto nel corso degli ultimi anni un ruolo sempre più rilevante, perché descrive in maniera quantitativa e qualitativa l’attività svolta dall’impresa che attraverso i risultati contabili-gestionali formula la sua politica economica . Tale politica indica le direttive e gli obiettivi  aziendali che influenzeranno i mercati ovvero le scelte degli stakeholder. La carenza di informativa veritiera e corretta sull’andamento di alcune società, ha portato negli anni 2001/2002 ad una sequenza di scandali aziendali (come Enron, World Com, Tyco International…) causati da una riduzione dell’accuratezza, chiarezza e affidabilità dell’informativa fornita agli investitori. La conseguenza negativa di tali comportamenti è stata la sfiducia che ha condizionato le scelte degli  operatori, infatti nel 2002 il Congresso degli Stati Uniti d’America ha legiferato il Sarbanes Oxley Act con l’obiettivo di migliorare la tutela dei soggetti economici ed in particolare i risparmiatori. Anche in Italia è intervenuta la legge n.262 del 28/12/2005 la quale ha introdotto precise richieste in tema di preparazione, contenuto e forma dei documenti contabili societari, con l’obiettivo di garantire una migliore qualità dell’informativa.
Tali misure non sono servite a molto, visto che nell’agosto 2007 nuove turbolenze hanno innescato un nuovo meccanismo di sfiducia nonostante l’approvazione delle suddette leggi. Tra le cause della spaventosa crisi, che continua nei suoi effetti negativi, nata negli Stati Uniti dove in alcuni segmenti del settore creditizio, il volume degli scambi è cresciuto molto più rapidamente dell’investimenti nell’infrastruttura di supporto, ovvero il proliferare di pratiche fraudolente nel settore dei mutui subprime (sono prestiti concessi ad un alto tasso a favore di soggetti in difficoltà, o per il loro rating basso oppure per pregresse situazioni di insolvenza) dove in un primo momento vi è stata una ridotta trasparenza dell’informativa al pubblico e successivamente un’opacità nella composizione dei portafogli con strumenti strutturati. La sfiducia innescata ha causato un meccanismo a catena fino a coinvolgere l’intero sistema economico finanziario. Il processo di sfiducia ha indotto gli operatori a non allocare le eccedenze di capitale o a spostare l’orizzonte temporale dal medio-lungo al breve periodo,oppure a richiedere un elevato tasso di interesse come garanzia per l’elevata probabilità di default. Non è sbagliato pensare che tale comportamento abbia causato una serie di eventi negativi anche per  le aziende sane che non sono più riuscite a collocare i loro prodotti sul mercato.
Ad arginare tale problema di rischio sistemico non è sufficiente una legislazione corretta, quanto un incremento dell’attività di vigilanza a livello internazionale sulla Governance delle Istituzioni finanziarie, sulla remunerazione dei Manager, sugli specifici doveri degli intermediari nella tutela degli investitori al dettaglio. Il tema dei compensi è strettamente legato a quelli dell’etica e dei comportamenti protesi a una più sana crescita economica di lungo periodo, in tal senso l’enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI individua nel principio di Sussidiarietà uno strumento per rispondere alla crisi. In questa prospettiva, una sana “economia di mercato”, “economia d’impresa”, “economia libera” - ovvero un capitalismo rettamente inteso  sorretto da norme giuridiche nel rispetto della persona e della famiglia, intesi come elementi fondamentali del sistema.
La maggiore necessità di informazioni deriva dalla globalizzazione, infatti si ritiene che la possibilità di accedere alle informazioni facilmente e regolarmente renda i mercati più efficienti e liquidi. La divulgazione di semplici informazioni o dati contabili non è da sola sufficiente a dare agli investitori gli strumenti giusti per effettuare le scelte più efficienti, ma è opportuno pubblicare periodicamente dei modelli strutturati che consentano l’analisi del rendimento delle società dando anche la passibilità di paragonare le diverse società appartenenti allo stesso settore. E’ importante che le relazioni periodiche (annuali o intermedie):   contengano informazioni rilevanti,  ed indichino chiaramente il soggetto responsabile delle comunicazioni di natura contabile (veritiere e corrette) al mercato; le relazioni finanziarie devono essere valutate e revisionate da chi svolge l’attività di controllo interno all’azienda emittente; le informazioni devono essere facilmente e tempestivamente reperibili. In tal modo gli investitori possono effettuare le scelte giuste in base al profilo di rischio nonché a verificare l’esistenza di quegli elementi di governance ritenuti rilevanti per stabile le proprie preferenze d’investimento, inoltre in un mercato globalizzato nasce l’esigenza di adottare un linguaggio unico europeo per rendere compatibile la crescita dei mercati finanziari a tutela dei risparmiatori, tale obiettivo è raggiungibile solo con bilanci redatti utilizzando principi di comunicazione finanziaria omogenei e facilmente compatibili.
A fronte di un’evoluzione della qualità della comunicazione, sono ancora presenti in azienda procedure amministrative contabili e modalità operative che rendono difficile la diffusione tempestiva dei report aziendali, ed oneroso il processo di preparazione dei medesimi. Per superare i citati limiti di fruibilità è nato l’Extensibile Business Reporting Language (XBRL), un sistema di codifiche realizzate mediante un linguaggio di programmazione. L’iniziativa è tesa ad aumentare a livello globale l’efficienza e l’accuratezza della comunicazione impresa – mercato e impresa – pubblica amministrazione, ridurre gli errori e i costi delle interrogazioni di bilancio e stimolare la competitività nazionale ed internazionale attraverso la possibilità di elaborare analisi finanziarie comparative[1].
Link
http://it.wikipedia.org/wiki/Bilancio_d'esercizio


[1]  Ispirato dalla lettura: Comunicazione finanziaria a cura di  Enzo Rocca

IL CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE


 
La figura del consulente finanziario indipendente è prevista dal  decreto 206 del 24/12/2008 "Regolamento di disciplina dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza e patrimoniali per l'iscrizione all'albo delle persone fisiche consulenti finanziari". 
Il consulente finanziario è una figura professionale Cfi o free-only tipica degli Stati Uniti per indidcare la figura del professionista che svolge il suo lavoro a parcella, non percependo nè stipendio, nè commissioni e nè provviggioni.
E' una figura professionale indipendente dalle Banche o da qualsiasi altro Istituto che eroga prodotti finanziari.

L'articolo 5 del suddetto decreto tende a difendere il requisito più importante ovvero l'indipendenza, perchè solo una prestazione professionale pagata esclusivamente dal cliente può essere a piena tutela e interesse dello stesso, contro i prodotti "super tutela del patrimonio" venduti come prodotti tranquilli ma in realtà estremamente rischiosi e costosi. Nei paesi anglosassoni il consulente finanziario indipendente è una figura professionale affermata da decenni, invece in Italia è presente da poco tempo e stenta a decollare si presume comunque una evoluzione  del  sistema e di conseguenza i risparmiatori preferiranno  pagare una parcella che perdere milioni di euro in Borsa!

LA TUTELA DELL'INVESTITORE PASSA ATTRAVERSO LA DIRETTIVA EUROPEA MIFID

Mifid, una sigla che significa Markets in Financial Instruments Directive con l'obiettivo di tutelare meglio il risparmiatore oltre a creare un mercato più integrato e competitivo nell'Unione Europea, le nuove regole riguardano diversi ambiti dei mercaati e degli investimenti.
Una novità più importante riguarda il cliente, che dovrebbe essere tutelato secondo il best execution, ovvero l'intermediario è tenuto a compiere tutte le scelte per massimizzare l'interesse del cliente. Se prima non lo era, adesso è un sollievo sapere che chi ti sta vendendo un prodotto finanziario ha il dovere esplicito di farlo nel tuo interesse, alle migliori condizioni anche a danno dei suoi interessi.

La migliore tutela per l’investitore: è la garanzia contro il conflitto di interesse, ovvero se il consulente venditore ha un rapporto di lavoro dipendente o a provvigione presso un determinato Istituto di Credito ecco che i prodotti di tale istituto sono i più convenienti, in questo caso il dipendente fa il suo interesse e quello della banca presso la quale lavora, quindi non può essere obiettivo nei confronti della clientela. Questo è il conflitto di interesse, il professionista supera tale ostacolo indicando la soluzione più adatta per il risparmiatore in base alla sua cultura, alle sue abitudini ed ai suoi obiettivi di vita da raggiungere o da tutelare.



 
 

sabato 25 settembre 2010

FONDI PENSIONE

 


Nell'ambito del finanziamento delle prestazioni previdenziali, che saranno garantite in misura sempre minore dallo Stato, il ruolo di primo piano è rappresentato dai Fondi Pensione: nelle economie più avanzate, dove il modello del Welfare State è stato da tempo ridimensinato, questi strumenti hanno raggiunto lo scopo prefissato in modo efficace.

Nell'ambito della Previdenza Integrativa oltre ai Fondi Pensione si collocano i prodotti individuali come le polizze vita e piani di accumulazione in fondi comuni.

I Fondi Pensione rappresentano il secondo pilastro del sistema previdenziale dopo la copertura pubblica, e rappresentano il principale strumento di previdenza integrativa aziendale o collettiva.

Mentre un ruolo marginale spetta ai Fondi Pensione Preesistenti  ( fondi gratuiti ovvero benefit aziendali a carico dell'azienda che provvede al versamento dei contributi volontari) e si Fip o Pip ( prodotti assicurativi ai fini pensionistici).

La differenza essenziale tra i Fondi Pensione e l'Inps e che i primi funzionano con il meccanismo della capitalizzazione ovvero accumulano e investono un patrimonio, mentre i secondi funzionano con il meccanismo della ripartizione ovvero con i cotributi di chi lavora si pagano direttamente le pensioni di chi è in quiescenza.
La fonte istitutiva dei Fondi Pensione Negoziali (o Chiusi) resta la contrattazione aziendale o di categoria, mentre per i lavoratori che non dispongono dei fondi negoziali, possono contribuire ai Fondi Pensione Aperti, che sono costituiti da intermediari autorizzati (Banche, Sim ...). In questo caso nell'ambito dello stesso fondo possono essere realizzate diverse linee di investimento adattabili così al profilo di richio dell'investitore.
Interessanti sono gli articoli presenti su http://www.altroconsumo.it/ e http://www.finanzaonline.com/
Il consiglio è quello di farsi accompagnare nell'investimento da un esperto, leggere attentamente il foglio illustrativo e prima di sottoscrivere verificate se ci sono strumenti meno costosi che possono essere utilizzati per raggiungere lo stesso scopo, la valutazione di tali alternative possono essere fatte solo da un consulente indipendente.

COME EVITARE I PRODOTTI FINANZIARI PIU' COSTOSI

 
 
 
PRODOTTI STRUTTURATI

Questi prodotti, ultimamente molto in voga, sono dei prodotti indicizzati ovvero collegati all’andamento di un azione (equità linked) o di un indice azionario (index linked). Con questi prodotti non vi è più la separazione netta tra mercato dei titoli azionari ed obbligazionari nascono così i prodotti ibridi che pongono nuovi e non pochi problemi agli investitori, primo fra tutti la loro convenienza e redditività.
Spesso hanno nomi accattivanti e apparentemente sono strutturati in modo da garantire il capitale ed invogliare il risparmiatore a porre la sua fiducia, ma sono spesso prodotti molto rischiosi.



UNIT LINKED - INDEX LINKED
Unit linked
Sono polizze i cui premi sono convertiti in quote di uno o più fondi di investimento, il cui mix di investimento può essere cambiato durante la vita del contratto.
La prestazione garantita è data dalla moltiplicazione del numero di quote del fondo per il valore unitario del fondo stesso al momento della scadenza del contratto, però rendimento minimo e consolidamento delle prestazioni non sono previsti da questi contratti.
Index linked
Le prestazioni di questi prodotti sono collegate all’andamento di uno o più indici di Borsa oppure ad azioni equità linked. Il premio deve essere versato in un'unica soluzione e la durata è di 8/5 anni.
Alla scadenza quindi se l’indice/i o azione/i di riferimento sarà positivo allora il capitale sarà maggiorato, caso contrario vi è un rendimento minimo previsto.

Spesso le spese della polizza sono triplici: commissione di sottoscrizione, commissione annuale e commissione del fondo sottostante. I fondi, talvolta, invece che esterni alla compagnia assicuratrice sono interni, riducendo la trasparenza. Per non parlare al capitale che può essere collegato all’andamento di uno Zcb, ovvero un bond senza cedola che dovrebbe garantire il capitale ma sappiamo bene che i bond sono debiti e il probabile rischio default bisogna metterlo in conto.


GESTIONE DI FONDI GPF


Si offre un mix di fondi o “monomarca” appartenenti alla stessa Sgr del gruppo o i più redditizi “multimarca” ovvero fondi di Sgr appartenenti a gruppi diversi rispetto a quello del gestore.

Sgr, Sim e Banche offrono quasi sempre linee di investimento già predefinite, da adattarle alle necessità del cliente, è possibile che ad essere scelti non siano i fondi più redditizi ma quelli con la retrocessioni a favore dei gestori dei Gpf più elevate.

COME SCEGLIERE IL MUTUO MIGLIORE




Il contratto di Mutuo è un contratto pubblico di prestito garantito da ipoteca, come ulteriore garanzia sul debito, visto che per ottenere il mutuo un soggetto deve avere le caratteristiche oggettive e soggettive richieste dalla Banca. Nel caso in cui il debito non venga saldato l’ipoteca da il diritto alla Banca di rivalersi sull’immobile, ovvero di porlo in vendita e di utilizzare il ricavato a copertura del debito stesso.

Consideriamo quindi questo caso, che spesso non viene esaminato accuratamente dalle famiglie al momento della sottoscrizione del mutuo.
Dopo due o tre rate insolute la banca mette in mora il debitore ovvero si inizia a conteggiare gli interessi di mora che sono sempre maggiori rispetto agli interessi normali, dopo questa prima fase si arriva a quella più spinosa ovvero l’azione giudiziaria, ciò comporta: l’iscrizione dell’ipoteca e ulteriori spese ed oneri a carico del debitore.     

In fase di contrattazione del mutuo bisogna accertarsi che l’ipoteca sia proporzionale al debito e no come fanno molte banche dove l’ipoteca è tripla rispetto al debito, in questo caso gli oneri a carico del debitore lievitano ulteriormente. Per richiedere la cancellazione, cosa non facile è necessario ovviamente aver pagato il debito.

I principali tipi di mutuo si differenziano asseconda del tasso di interesse applicato:
mutuo a tasso fisso, non varia per tutta la durata del contratto, solitamente è più alto rispetto a quello a tasso variabile. Quest’ultimo varia in corrispondenza di un indice chiamato Euribor, l’inconveniente in questo caso è la variazione della rata in corrispondenza della variazione del tasso.
Importante quando si contratta un mutuo che la determinazione dell’importo della rata sia determinata tenendo in considerazione le esigenze familiari, lo stile di vita.
Spesso il tasso fisso è stato scelto non per la sua convenienza ma per la sicurezza della rata fissa, ma altri contratti ibridi sono stati studiati per non perde i vantaggi del tasso variabile ed avere la comodità della rata costante facendo variare  il numero delle rate, l’alternativa può essere quella di porre un tetto massimo al tasso di interesse dando la facoltà al cliente di ricontrattare il contratto di mutuo.

E’ necessario sempre verificare che ci sia la possibilità di ricontrattare il mutuo, è una forma di garanzia per il cliente in quanto il contratto è di lunga durata e la situazione finanziaria dei mercati può cambiare nel tempo, come può cambiare la propensione al risparmio del debitore stesso.
Il tasso di interesse infine, non deve essere l’unico aspetto da considerare per la scelta di un mutuo, bisogna informarsi anche sia sullo Spread ovvero ciò che la Banca trattiene come ricarico, che sul Tasso a Regime che spesso è più alto rispetto a quello pubblicizzato ed applicato solo sulle prime rate.
Non bisogna trascurare anche l’aspetto dell’estinzione anticipata che molti contratti rendono difficile, inoltre per alcuni tipi di contratto di mutuo è impossibile la vendita anticipata dell’immobile.

E’ importante farsi consigliare bene prima della sottoscrizione del mutuo che per la Banca è un prodotto come un altro da piazzare sul mercato, per il cliente una scelta sbagliata può compromettere la serenità familiare.